Il nome “bullmastiff” coniato per questo molossoide britannico fulvo o tigrato, raggruppa in sé i due più antichi mastini che gli inglesi consideravano autoctoni e le cui origini s’affondano nella notte dei tempi: il bulldog e il mastiff. Il riconoscimento ufficiale della razza si ebbe nel 1924, da parte dl kennel club (l’ente ufficiale della cinofila inglese)prima di questa data, i meticci di mastiff, venivano chiamati large
(grande bulldog) ,mongrel mastiff (bastardo di mastiff) o keeper’s nigth dog (guardiano notturno) se risaliamo alla storia sta di fatto che, all’epoca dell’invasione dei romani guidati da Giulio Cesare un certo numero di molossi era presente in ogni angolo dell’isola.

I britanni avevano “assoldato” un buon numero di molossi per fronteggiare l’offensiva degli invasori; i cani venivano aizzati contro il nemico prima del corpo a corpo. Nelle cronache si può leggere che i Romani rimasero impressionati dalla forza, irruenza e aggressività dei mastini britannici. In seguito i Romani portarono in patria i “pugnaces” a più riprese. Essi stessi, al proprio seguito, avevano recato seco molossi romani, com’era d’uso presso le guarnigioni, per avvalersi di quegli ottimi guardiani. Dai suoi antenati il Bullmastiff ha ereditato le qualità migliori è più adattabili all’uomo moderno. Non è così imponente, pesante e massiccio come il mastiff; è più grande del bulldog,rimpicciolito e trasformato in cane quasi esclusivamente da compagnia: il bullmastiff mantiene la struttura di un grande cane da guardia. Cane trà i più equilibrati, il bullmastiff non ha mai reazioni incontrollate; sotto la sua zampa protettiva trovano rifugio i bambini,come se fossero i propri cuccioli.
Il Bullmastiff è un cane di struttura potente, armonioso nelle sue forme che da un’impressione di grande forza ma senza pesantezza. E’ solido e attivo, è potente, resistente ed equilibrato, è pieno di coraggio, vigilante e fedele.

TESTA E CRANIO

Il cranio deve essere forte e quadrato da qualsiasi punto lo si osservi; ben rugoso quando il cane è attento, ma non a riposo. Il perimetro del cranio può essere pari all’altezza al garrese. La testa deve essere larga e profonda con buone guance.
Il muso è corto, lo stop ben marcato; La distanza dal tartufo allo stop è approssimativamente un terzo della lunghezza dall’estremità del tartufo al centro dell’occipite. Il muso è largo sotto gli occhi e conserva pressoché la sua larghezza fino alla sua estremità; smussato e quadrato, forma un angolo retto con la linea superiore della faccia e nello stesso tempo è proporzionato al cranio. La mascella inferiore è larga fino alla sua estremità, il naso è largo con narici ampiamente aperte, è piatto e non appuntito o rivolto verso l’alto quando è visto di profilo. Le labbra devono essere pendule e non devono scendere al di sotto del margine inferiore della mandibola.

OCCHI

Scuri o nocciola, di media grandezza, distanziati tra loro quanto la lunghezza del muso e divisi da un solco. Gli occhi chiari o gialli costituiscono un difetto grave.

ORECCHIE

A forma di “V” o piegate all’indietro; piazzate alte e ben separate a livello dell’occipite, esse conferiscono al cranio un’apparenza quadrata, il che è molto importante. Devono essere piccole e più scure del mantello; la punta dell’orecchio deve essere al livello degli occhi quando il cane è attento. L’orecchio “a rosa” è un difetto grave

MUSO

La chiusura a tenaglia è desiderabile; un leggero prognatismo inferiore è ammesso ma non preferito. I canini sono forti e ben separati. Gli altri denti sono forti, regolari e ben disposti.

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